martedì 17 marzo 2015

Quando un tappo... non è solo un tappo

Dal mensile Genova Zena, dicembre 2009

Un’idea creativa realizzata dal proprietario di un locale storico di Chiavari, nel quartiere di Rupinaro, per recuperare i tappi avanzati

Capodanno, si stappano le bottiglie. E i tappi? Altro che volo in aria e poi cassonetto della “rumenta”, c’è chi li recupera e li fa rivivere. Un’idea bizzarra è venuta ad un chiavarese, nel quartiere di Rupinaro. Passando infatti davanti allo storico bar “Dal Toscano”, aperto in città dal 1935, si può incontrare una vetrina di tappi “viventi”: tappi corsari, odalische, africani. Diversi tappi-cliente, figure tipiche del posto. Ancora, un tappo-cuoco che ha come cappello una capsula, quelle utilizzate per fasciare i tappi. 


Il signor Ruggero ha dato libero sfogo alla fantasia, costituendo un vero e proprio villaggio di tappi. E c’è anche qualcuno, nello specifico due turisti inglesi, che colpito da tanta bizzarria, ha barattato due tappi per una fila di salame. 

Durante le elezioni comunali passate, l’oste-creativo ha anche creato dei volantini con i “tappi” da votare: “Vota tap e sarai al top”. Nel manifesto richieste più piste tappabili, più tappe ri-ciclabili: “Non affondiamo mai, qualsiasi cosa succeda, rimaniamo sempre a galla: tra tante liste, una di veri tappi”. Senza dubbio il piccolo angolo creativo, a pochi metri dal luogo dove si consuma a Capodanno la tradizionale “Zabaionata”, non passa inosservato.

Claudia Sanguineti