giovedì 5 marzo 2015

La casa (nascosta) delle meraviglie

Dal mensile Corfole, anno 2010: una storia alla quale sono affezionata e per la quale l'artista in questione mi ringrazia sempre. Ma io non ho fatto altro che scoprire una cosa... che avevo sotto gli occhi!


“Era una notte buia e tempestosa, la pioggia scendeva incessante, e i lampi scandivano il tempo. D’un tratto, un fulmine fece scattare la luce in tutta la casa. Qualche porta aperta, qualche passo rapido e fuggitivo nel pianerottolo, ed ecco che tutte le scale si animarono di ombre inquietanti…”: potrebbe iniziare  così il racconto della nascita del condominio più artistico di tutta Chiavari, nella centralissima via Rivarola, a pochi passi dalla scuola media Della Torre. Un vero esempio d’arte ma non solo: oltre ad essere una galleria domestica, la “casa delle meraviglie” è un raro esempio di armonia tra il vicinato. Ha trovato tutti gli inquilini d’accordo, trasformando semplici e banali mura domestiche in qualcosa di più. 

L'ingresso della casa

L’idea è balzata nel 2007 ad un artista chiavarese, abitante della “casa delle meraviglie”: ispiratore del progetto, appunto, un temporale con i fiocchi: “Era partita la luce in tutto il condominio –racconta Maurizio Vaccarezza, detto “Bibi”, pittore e decoratore- E tra noi inquilini si chiaccherava  sulle scale, come al solito: qualcuno aveva acceso una torcia, qualcun altro un fiammifero, intenti a riportare l’equilibrio. Ma io ero concentrato su altro, le incantevoli ombre dei miei vicini proiettate sui muri. D’impulso ho preso un carboncino e ne ho ricalcato la sagoma: una, due, tre, in pochi mesi ho ricalcato tutto il vicinato”. Fosse finita qui: settimane dopo settimane, si è cominciato ad installare particolari creazioni artistiche su tutti i piani: “quadri” fatti con materiali di recupero, foto di libellule, rebus particolari da indovinare. Tra i condomini, c’è chi si è ritrovato lune appese sopra la porta,  chi navicelle spaziali, chi ancora vecchie cassette di frutta. Persino una mano che fa i gestacci, o una dentiera con grandi occhi neri, ricavate da palline da ping pong. E i numeri di ogni appartamento? Una scritta, “e 1”, “e 2…”, che esorta ad arrivare sino in cima, all’ultimo piano. 

L'ascensore finto


Ancora, è arrivata l’idea geniale di un ascensore finto, per coprire i contatori dell’elettricità: “Gli aneddoti dietro questo ascensore si moltiplicano –ricorda l’artista- in questo condominio ci sono anche attività, un commercialista e un estetista; diversi clienti, spazientiti, si sono lamentati perché l’ascensore (con tanto di tasto “presente” o “assente”) non arrivava mai: per forza, è finto! Persino un tecnico ha progettato un preventivo per rifare l’ascensore senza accorgersi che in pratica… non c’era!” La creatività nel condominio è di casa; all’inizio un cartello vicino all’ “ascensore” avvisa l’incauto visitatore: chi viene qui, trova davanti “Arte stordita”. Il tutto è particolarmente bizzarro e curioso, da far venire l’acquolina in bocca agli amanti dell’arte contemporanea. E non sarà un caso, allora, se sono arrivati interessamenti da Londra, Barcellona, Parigi: lì l’arte è vista e valorizzata con occhi diversi. Se son bizzarre le scale, non parliamo del portone: fuori classico, signorile, che non dà nell’occhio;  dentro, compare l’altro lato, quello più ludico: un enorme orologio in bianco e nero, con tanto di lancette disegnate.

Le ombre degli inquilini hanno preso vita tra le scale


 “Il sogno sarebbe poter trasformare questa casa in una galleria d’arte, dove tutti possono esporre qualcosa e parlare di arte e dove chi ama la musica può suonare nelle scale: un posto dove la creatività si mescola alle parole, allo scambio, alla voglia di sbizzarrirsi insieme” confessa Bibi, che ha già in mente nuove creazioni da inserire nella casa, in particolare nell’ingresso. Possibile che in mezzo a tanta stravaganza nessun vicino si sia lamentato? Sembra quasi un miracolo, in un territorio così mugugnone come il nostro. “Sì, qualcuno ha un po’ mugugnato per la sua ombre: alcuni si vedevano troppo grassi, e gli ho tolto un po’ di pancia, ad altri non piaceva il naso, altro ritocchino: queste ombre ogni tanto sono un pò birichine” scherza l’artista. Fuori piove, la pioggia scende fitta. In lontananza, un tuono. Chissà che a Bibi non venga un'altra idea geniale: per ora, usciamo dalla porta magica e poi, si vedrà. 

Claudia Sanguineti