sabato 28 febbraio 2015

La giungla di Henry Rosseau


Parentesi artistica: tra gli artisti che più amo c'è Henri Rosseau (Laval 1844 - Parigi 1910): i suoi colori, la giungla incantata che spesso rappresenta sono una gioia per gli occhi. Un artista noto ma secondo me neanche troppo valorizzato come altri suoi contemporanei. Dal 6 marzo al 5 luglio 2015 al Palazzo Ducale (di Venezia), nell'Appartamento del Doge, una mostra a lui dedicata. Io ho avuto modo di vederlo dal 'vivo' al Museo d'Orsay a Parigi:  non finisce mai di emozionarmi. NELLE FOTO: Donna con un ombrello nella foresta; Tigre nella giungla tropicale. 


venerdì 27 febbraio 2015

Il Castello di Sammezzano apre le sue porte: guardate qui!

Oggi vi voglio raccontare di un posto speciale, un posto magico. Questo il mio articolo uscito su Luoghi Misteriosi.it.



Il castello dal colore delle sabbia del deserto
“Questa non e’ la solita Toscana: ci sarà sempre qualcuno che osserverà un Leonardo o un Michelangelo, e se ne prenderà cura. Sammezzano è un luogo meno conosciuto, ma non meno prezioso. La sua memoria vive grazie ai passaparola e alla testimonianza delle persone che l’hanno potuto osservare e conoscere. Un posto non solo ricco di bellezza, ma che ha tante cose da raccontare e da scoprire”.
Benvenuti nel castello di Sammezzano: siamo a Leccio, Comune di Reggello,  una ventina di minuti da Firenze. In alto ad una collina, erge un edificio dal colore della sabbia del deserto, oggi in stato d’abbandono. Aperto pochi giorni all’anno grazie ad un comitato che non vuole farlo cadere nell’oblio e organizza visite guidate, è un luogo magico: per arrivarci occorre attraversare un bosco di sequoie giganti. Poi, un filare di grandi cedri che scompaiono all’improvviso. In cima alla collina, eccolo, il castello appare uscito da una fiaba. Ma la cosa più sorprendente è cosa racchiude dentro: stanze ispirate all’Oriente dai mille colori e stili, che lasciano a bocca aperta il visitatore fortunato che riesce a scoprirlo.


Il suo ideatore: una “testa calda” e controcorrente
Abbiamo avuto la fortuna di poter entrare dentro al castello di Sammezzano quest’estate, e ve ne vogliamo dare un piccolo assaggio. L’ingresso non fa invidia a un film di Indiana Jones: le colonne richiamano terre lontane, templi orientali e deserti infiniti. Varcata la soglia, saliamo le scale elicoidali e appena varcata la porta d’ingresso, i colori e le forme prendono il sopravvento. La luce filtra tra i vetri colorati, in un luogo che dietro la bellezza nasconde segreti, drammi e solitudine.
Già, solitudine. Chi lo ha progettato, Ferdinando Panciatichi Ximenes d’Aragona, era una “testa calda” nell’ambiente fiorentino. Era uno controcorrente e pur non essendo stato in Oriente, ne era estremamente affascinato: influenzato dalla corrente culturale dell’ “orientalismo” che si era diffusa in tutta Europa dall’inizio dell’800, trasforma radicalmente l’edificio esistente tra il 1843 e il 1889, cambiando e aggiungendo stanze. Capitelli colorati, specchi, nascondigli.  Le sale, ispirate a culture lontane, si svelano una dopo l’altra tra una porta e un corridoio, lasciando a bocca aperta per fantasia, maestosità e stile. Per anni si è narrata la leggenda che le stanze fossero 350, come i giorni dell’anno, ma non così non è: sono comunque tantissime, una diversa dall’altra e dai nomi fantasiosi (solo per citarne qualcuna, la coloratissima Sala dei Pavoni, la Sala Bianca ispirata a Granada, la Sala dei Gigli o quella delle Stelle, la Galleria delle Stalattiti), e quello che ti appare davanti è qualcosa di unico nel suo genere, sfidiamo a trovare un “clone” in Italia. La parte più curiosa è scoprire le scritte più o meno nascoste (sono talmente giganti ed evidenti che spesso non si notano) che appaiono all’improvviso in diversi punti: perché il suo ideatore aveva tanti pensieri in testa, e voleva comunicarli al visitatore (attento) che entrava lì dentro.



Per capire questo luogo non bastano gli occhi
“Solo chi avrà occhi, orecchie, cuore e naturalmente testa e cultura potrà capire il valore, anzi il vero tesoro che si trova a Sammezzano” spiega Massimo Sottani, presidente del Comitato FPXA nato in occasione del bicentenario dalla nascita di Ferdinando Panciatichi Ximenes d’Aragona (10 marzo 1813-2013). Il gruppo studia la figura del marchese, scoprendo ogni giorno particolari inediti e interessanti: un peccato nascondere nell’oblio un luogo ricco di storia. “E’ il sogno di uomo che ha impiegato oltre 40 anni per realizzare questa sua unica, grande opera: è il suo modo di vedere il mondo. Il castello rappresenta la ricchezza culturale e spirituale di un uomo, il suo anelito verso il bello. Allo stesso tempo una persona che ha visto e denunciato i mali del suo tempo con forza e con una rabbia che però sembra acquietarsi nella fede in un’unità che comprende tutti gli uomini, indipendentemente dalla propria religione: tra le mille bellezze d’Oriente c’è il suo pensiero sulla politica che ruotava attorno a Firenze e sull’Italia che gli italiani, che sembrano uguali a quelli di 200 anni fa. La bellezza di questo castello da sola sarebbe stata solo la parte più appariscente e superficiale: è la profondità e l’attualità del messaggio che, unite alla bellezza, rendono tutto incredibilmente sorprendente. C’è molto dolore e solitudine a Sammezzano, almeno quanta ce n’è stata nella lunga vita di Ferdinando, ma anche la  grandezza di una persona che ha saputo guardare lontano”.



Provate a scoprirlo anche voi!
Un castello non solo da vedere, quindi, ma anche da ascoltare, odorare e toccare: “Oggi è vuoto – ricorda il Comitato - ma in questo vuoto rimbomba fortissima per chi la sa ascoltare la voce di Ferdinando”. All’inizio degli anni 70 del secolo scorso il castello è stato trasformato in albergo ristorante: l’attività è continuata fino a circa il 1990, da allora il castello è chiuso. Dopo alterne vicende, alla fine del decennio la proprietà è passata ad una società italo-inglese che si è proposta di realizzare un complesso piano di interventi per la valorizzazione come struttura turistico ricettiva. Al momento però l’edificio giace nell’abbandono totale, e per fortuna il Comitato, nato senza scopo di lucro, lo apre alcune, rare volte all’anno organizzando aperture con visita guidata, cui è necessario prenotarsi attraverso il sito www.sammezzano.org o la pagina Facebook “Sammezzano-comitato FPXA”.

Claudia Sanguineti

Fonti: “Ferdinando Panciatichi Ximenes d’Aragona, Sammezzano e il Sogno d’Oriente”, a cura di Emanuele Masiello ed Ethel Santacroce (ed. Sillabe).